Lo spettacolo non è un “Brutto Ambiente”

Corrono molte voci sulle persone dello Spettacolo…il più delle volte “sbagliate”.

Il lavoratore dello spettacolo …in.molti vedendolo sorridere, lo giudicano come fosse una persona superficiale…. pensano che la sua vita sia dipinta di rosa…..

Pensate a un corifeo…pensate al ballerino che tiene in braccio la sua partner…..magari è stanchissimo..magari ha l’influenza eppure ..sorride…nello sforzo fisico…

….Ore e ore di prove …….di sudore….quanti i provini….quanta la solitudine….quanti i viaggi quante le delusioni 
molti gli amori distrutti a causa delle distanze……..dei sentito dire..

…mi dispiace e mi addolora che oggi…….a causa di una minoranza di raccomandati …..che vivono nel vizio…..e dei programmi televisivi che dipingono…come fossimo degli “strani” veniamo etichettati e descritti .come appartenenti a…un “Brutto ambiente”….

Però per quel che posso dirvi..
.magari l’umanità fosse composta da lavoratori dello Spettacolo…!

Sono buoni….sono angeli…sono spesso “santi” .in carne e ossa….

F.G.

L’Arte Drammatica

Una Manifestazione d’Equilibrio Contro lo Squilibrio dei Tempi

Mi farete la parte, ve ne prego, proprio come ve l’ho impostata io: quasi che vi danzasse sulla lingua. Che se me la berciate come fanno certi nostri attori, allora tanto mi valeva affidare i miei versi a un banditore di piazza.

E non falciatemi l’aria con la mano, così: ma fate a modo, con misura: ché nel torrente stesso, nel vortice, diciamo pure nell’uragano della passione dovete avere e
mantenere una recitazione modulata e a rilievo di chiaroscuri … Lasciatevi guidare dal vostro senso d’equilibrio. Accordate l’azione alla parola, la parola all’azione: badando, soprattutto, a non oltrepassare la misura né i limiti della naturalezza; ché lo strafare è fuori dell’arte teatrale, di cui lo scopo è sempre stato ed è di porgere, si direbbe, uno specchio alla natura che mostri alla virtù il suo vero aspetto, al vizio la sua precisa immagine,e d’ogni età e di interi cicli storici, forma e struttura. Ora, il gigioneggiare quanto il recitarsi addosso può far, talvolta, ridere il pubblico che è l’orbetto, ma non può che disgustare l’intenditore …Dall’AMLETO, atto terzo, scena seconda