Leggete la bellissima intervista fatta da Paolo Siciliano a Giuliano Caputi insegnante de La Bussola dell’Attore. .

E noi non lo chiederemo, anche se ci è rimasta la curiosità. Oggi insegni sceneggiatura cinematografica e scrittura televisiva alla Bussola dell’Attore. Cosa puoi dirci in merito? Suppongo sia un compito complesso, ma in grado di regalare grandi soddisfazioni.

La “Bussola dell’attore” è una realtà triestina che mi sta dando grandi soddisfazioni. Qui si insegna a lavorare. Le lezioni teoriche sono molto poche. Si fa quasi esclusivamente pratica. Quello che manca nella didattica italiana. I giovani escono dalle Università e dai Dams con un sacco di nozioni in testa e pensano già di sapere tutto. Poi si scontrano con le problematiche del lavoro e non sanno più che pesci pigliare. Dò la colpa di tutto questo alle case di produzione formatesi in questi ultimi anni che, per pagare di meno gli autori, hanno creato unagenerazione di giovani sprovveduti, supponenti, senza alcuna base. Ma che prendono pochi soldi. E su questo le produzioni hanno pure ragione. Perché, per realizzare un format basta poco. Bisogna semplicemente copiare. Così, però, in Italia non verrà più realizzato un format originale da vendere all’estero. Quindi è vero che il varietà è morto perché non esistono più gli autori di una volta. E allora mi sono detto: “Sono stufo di sentire questa diabolica affermazione. Metto su una scuola. Forgio dei giovani autori adoperando le vecchie pratiche della gavetta e poi vediamo se le reti televisive saranno ancora così ottuse dal non considerare chi semplicemente porta idee invece di cassette targate Taiwan”.

PER  AVERE  LA VISIONE  INTEGRALE  DELL’INTERVISTA   DI” TELE DICO IO” CLICCATE QUI 

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